Memorie digitali: svaniranno o resisteranno?

Cloud Storage

Se sei un amante di vela e barche, ti consiglio questo podcast sul libro di Pam BittermanSailing to the far horizon” che narra l’appassionante storia degli ultimi anni della nave Sofia e della sua comunità, passando da allegri racconti di navigazione alla triste fine della nave nei primi anni ottanta. Ad ogni modo, la mia intenzione ora non è quella di parlare di un gruppo di hippie su una barca, ma del modo in cui registriamo e ricordiamo le nostre vite.

Nel podcast, Pam spiega come la stesura del libro sia stata possibile grazie alle lettere spedite a casa e conservate dai suoi genitori – che probabilmente avevano intuito che quella bellissima storia avrebbe un giorno meritato di essere raccontata. In effetti, come commenta Pam, e-mail e telefonate non si sarebbero potute conservare in quel modo. Si tratta di un’osservazione molto interessante che dovrebbe farci riflettere. Perlomeno dovremmo porci questo quesito: cosa ricorderemo della nostra vita tra vent’anni?

Oggi più che mai raccogliamo un’immensa quantità di informazioni su cosa stiamo facendo – scattiamo foto digitali e aggiorniamo il nostro profilo Facebook in ogni momento. In questo modo, comunichiamo al mondo dove siamo, cosa stiamo facendo e cosa stiamo provando. La modalità è forse più superficiale rispetto alla lettera spedita a casa, ma la quantità di dettagli con cui segmentiamo le nostre vite è sorprendente.

Tuttavia la vera domanda è: quanto durano questi dati? Se con il tempo ci accorgeremo di aver vissuto qualcosa di talmente unico da poterci scrivere un libro, la nostra vita digitale avrà lasciato abbastanza tracce da esserci ancora di supporto? Pam ha scritto il suo libro sulla nave Sofia dopo circa vent’anni. Una lettera scritta due decenni fa è ancora “giovane”, ma per il mondo digitale vent’anni sono un’eternità. Utilizzerai ancora gli stessi social media? Avrai sempre lo stesso account oppure lo avrai perso? Ma soprattutto: quel servizio esisterà ancora? Per non parlare delle e-mail, le avrai salvate? Come hai archiviato le tue foto digitali? Magari hai anche fatto pulizia e archiviato tutto in un account cloud meno costoso.

Qui troverai qualche osservazione da tenere a mente sull’archiviazione della tua vita digitale.

  1. Considera il valore dei tuoi dati personali. Forse i singoli post di Facebook non ti sembreranno di grande valore, ma ricorda che essi formano comunque una totalità importante. Se li salvi potrai scegliere se utilizzarli o meno in futuro. In caso contrario non avrai scelta.
  2. Assicurati di non perdere l’accesso ai tuoi account e-mail, social media e cloud. Questo ti costringerebbe a cominciare tutto da capo, il che di solito comporta una perdita di dati. Per i servizi che utilizzi registra sempre un indirizzo e-mail secondario che ti permetterà di recuperare la vostra password qualora la dimentichi. Utilizza anche un password manager per evitare di perdere la password.
  3. La ridondanza ti è amica. Non archiviare dati importanti in un solo luogo. La strategia ideale consiste nell’archiviare i tuoi file sia sul computer locale sia su un account cloud che, oltre a offrire un’efficace duplicazione dei tuoi contenuti, archivia i dati in diversi luoghi geograficamente separati. Questa operazione ti risulterà molto semplice utilizzando il sito younited in quanto potrai impostare automaticamente delle cartelle di back-up.
  4. Gli account e-mail hanno una capacità limitata e quindi non potranno conservare i tuoi dati per sempre. Non cancellare la tua corrispondenza e verifica che il tuo client di posta elettronica sia dotato di una funzione di archiviazione locale delle e-mail.
  5. Controlla che i tuoi social media offrano l’opzione di scaricare una copia dei tuoi dati. Su Facebook puoi trovare questa funzione sotto Impostazioni/Generali. È buona regola farlo costantemente e a maggior ragione se stai pensando di chiudere il tuo account e abbandonare il servizio.
  6. Quando compri un computer nuovo o passi ad un altro servizio cloud, trasferisci sempre i tuoi dati. Potrebbe essere complicato e costare del tempo, ma ne vale la pena. Non prenderla come un’opportunità di ripartire da capo e sbarazzarsi dei “vecchi rottami”.
  7. Se hai un serio interesse per la fotografia digitale, ti consiglio di familiarizzare con il sistema DAM, acronimo inglese di “gestione degli asset digitali”. Questo libro è un buon inizio.

Pam non aveva in mente di scrivere un libro quando ha solcato il Pacifico, ma è stata fortunata ad avere dei genitori che hanno conservato le sue memorie. Tu potresti non esserlo. Non aspettarti che i tuoi amici su Facebook archivino post per te. Dovrai farlo da solo. Magari pensi che non ti servirà mai a niente, proprio come Pam non poteva sapere che avrebbe scritto un libro sulla sua permanenza a bordo della Sofia. Non puoi sapere quali piani il futuro abbia in serbo per te e quando meno ve te lo aspetti potresti ritrovarti a vivere un’avventura. Fai un favore a te stesso: non lasciare che le tue memorie digitali vadano perse.

by Samanta Fumagalli

Tratto dall’articolo “Your digital memories – will they vanish or persist?” di Mikael Albrecht, Security Specialist dei Labs di F-Secure

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