Internet of Things – cosa significa per le aziende?

Privacy, Sicurezza

L’Internet of Things, ossia la possibilità di collegare dispositivi e macchine differenti che comunicano tra loro, può essere conveniente per l’utente. Offre anche opportunità di business completamente nuove.

Pensiamo alla crescente esigenza di servizi per gli anziani: questa è un’area dove la tecnologia e le nuove forme di connessione possono fare molto. In questo caso noi come consumatori vorremmo che i nostri dispositivi ci ascoltassero e reagissero ai nostri input. Tuttavia, come azienda, occorre essere in grado di proteggere la privacy dei dati dei clienti per far sì che solo le persone autorizzate possano accedere a questi dati – e solo ai dati che servono per quel servizio. Le preoccupazioni relative alla privacy dei dati potrebbero avere un impatto sull’adozione dei dispositivi IoT da parte del consumatore e quindi sul potenziale di business.

Con le cose buone arrivano anche quelle cattive. Per ogni azienda, l’Internet of Things accresce significativamente i rischi della sicurezza online. Per esempio, un attacco Internet potrebbe addirittura far chiudere stazioni di servizio per il rifornimento di carburante. O prendere il controllo della tua smart car connessa in rete. E cosa può accadere se i dipendenti di un’azienda discutono di business al telefono mentre la TV è accesa? Una smart TV potrebbe essere in ascolto permettendo ai criminali e agli hacker di ottenere informazioni sensibili.

Perciò, non c’è da merivigliarsi se in merito all’IoT, la sicurezza e la privacy sono le principali preoccupazioni tra le aziende. C’è una crescente preoccupazione sul fatto che l’Internet of Things potrebbe esporre le aziende a maggiori episodi di hacking e di altre minacce informatiche. L’Internet of Things si basa su dispositivi embedded, e questo, secondo uno studio condotto in UK, rende le problematiche di sicurezza rilevanti per le aziende. Lo studio ha messo in evidenza che i ricercatori erano in grado di usare un laptop wireless per richiedere credenziali Wi-Fi da una lampadina intelligente e connessa su una rete mesh non protetta. Usando la chiave di crittografia, erano in grado di decrittografare le credenziali rilasciate dalla lampadina e usare quelle credenziali per connettersi a una rete wireless protetta. In un altro caso, una lampadina ha sferrato un attacco DDoS su un’intera smart home.

Edith Ramirez, chairwoman di FTC (Federal Trade Commission), elenca 3 principali sfide sulla privacy che le aziende dovranno affrontare:

1. L’ubiquità della raccolta dei dati

2. Il potenziale d’uso inaspettato dei dati dei consumatori che potrebbe avere conseguenze avverse

3. Rischi maggiori per la sicurezza

In un mondo dove tutto è connesso, non è più possibile proteggere tutti i dispositivi e ogni oggetto con un software di sicurezza specifico per quel dispositivo. Serve proteggere la propria vita mobile. Questo non include solo la sicurezza dei tuoi dati, ma anche capire quali applicazioni stanno accedendo ad altre applicazioni sul tuo dispositivo o sapere esattamente quale accesso stai consentendo attraverso App Permissions.

Articolo tratto da ‘The Internet of Things – what does it mean for your business?’ di Eija Paajanen, Product Marketing Manager, F-Secure Corp.

[Immagine da One Tech News | via Flickr]

2 Commenti

Salve, bell’articolo…ultimamente sto lavorando con i prodotti openmote in ambiente linux e devo dire che in effetti vi sono tanti pregi e tanti difetti di cui tener conto, dato che in questo caso ogni device dovrebbe assolutamente protetto da attacchi per poter comunicare liberamente nella sua wsn.

Una domanda…ci sono altri dispositivi che mi consiglierebbe magari un pò più economici…o del materiale interessante per approfondire questo ambito…?

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Da: Samanta

Data la specificità della domanda ci siamo rivolti a un esperto, Marcello Majonchi, Technology Evangelist dell’azienda Solair specializzata nell’IoT (www.solaircorporate.com).
“Sicuramente le implicazioni di sicurezza all’interno di una WSN (Wireless Sensor Network) non sono banali, ma ció che è certo è che una piattaforma come OpenMote è piú pensata per la prototipazione che per la messa in produzione. Come consiglio segnalo la piattaforma Nucleo di ST che ha un approccio Arduino-like ma mette a disposizione una tecnologia al 100% industrial-grade.” Marcello Majonchi @mmajonchi

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