Nessuna sicurezza = nessuna riservatezza

Privacy, Sicurezza

Il rispetto della confidenzialità dei dati dei clienti è diventato essenziale per gli affari delle aziende.

Le aziende più accorte, come ad esempio Apple, hanno già cominciato a distinguersi dalle altre utilizzando i dati dei loro clienti esclusivamente per migliorare prodotti e servizi e non a scopi commerciali o di marketing.

Esistono diverse iniziative che sottolineano l’importanza del rispetto della vita privata sul web e che sono finalizzate a mettere in luce questo tema e migliorarne la comprensione da parte dei consumatori.

Ed è un dato di fatto che i clienti di un’azienda non esitino ad abbandonarla se ritengono che non prenda abbastanza precauzioni per salvaguardare i loro dati confidenziali. I consumatori possono accettare l’idea di essere tracciati per ricevere i servizi o i messaggi mirati di un’azienda di cui sono clienti, ma possono cambiare rapidamente idea e abbandonare l’azienda se questa diventa oggetto di un’intrusione e i loro dati vengono recuperati da cyber criminali. La riservatezza è diventata oggi argomento di interesse generale e gli strappi fatti dalle aziende alle norme di rispetto della vita privata dei propri clienti vengono puntualmente rilevati e resi pubblici. Tuttavia, in un articolo sul Guardian, Sean Sullivan, Security Advisor di F-Secure, dichiarava:

La maggior parte degli scandali relativi alla confidenzialità sono in realtà legati a problemi di sicurezza e questo comporta che le aziende devono essere incitate a mantenere “un idoneo equilibrio a favore dei clienti”.

Di conseguenza, per garantire la confidenzialità, oltre a trattare con rispetto i clienti e i loro dati, occorre anche occuparsi della sicurezza in senso lato. Qualsiasi dato critico raccolto su un cliente deve essere protetto totalmente e perfettamente. Nessuna terza parte deve mai potervi accedere e l’organizzazione interna deve essere strutturata in modo tale che i dati siano trattati con la massima cura e gestiti in base a una procedura rigorosa. Secondo Sean Sullivan, sarebbe opportuno che queste aziende ridefinissero quali dati hanno effettivamente bisogno di raccogliere:

Le aziende dovrebbero essere un po’ più prudenti… Raccogliere i dati dei clienti non mette in pericolo il vostro rapporto con loro, ma non è più così se perdete il controllo di tali dati a vantaggio di un hacker. Di contro, non si può perdere il controllo su dati che non si raccolgono, siate quindi parsimoniosi e limitate la raccolta ai dati che vi servono realmente.  

Per garantire la riservatezza, oltre a soluzioni di protezione efficienti, occorrono efficaci procedure interne di sicurezza e la formazione dei dipendenti. In effetti, un recente esperimento svolto nel Regno Unito ha dimostrato che la gente è incredibilmente poco consapevole dei rischi legati al Wi-Fi pubblico. Il fatto che i dati personali siano diventati un obiettivo sempre più ricercato dai cyber criminali rende ancora più importante una corretta formazione dei dipendenti. Senza parlare poi del Regolamento generale sulla protezione dei dati dell’Unione Europea che prevede sanzioni giudiziarie per le aziende che non sono in grado di garantire la sicurezza dei dati privati dei loro clienti.

Articolo tratto da “Pas de sécurité, pas de confidentialité” di Guillaume Ortega, Social Media & PR Manager, F-Secure France

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