Per i bambini serve maggiore protezione. Una lettera aperta a sviluppatori e decision makers

Mobile, Privacy, Sicurezza

E’ di nuovo tempo di celebrare il Safer Internet Day. Un’occasione importante per fermarsi a riflettere su che tipo di Internet offriamo ai nostri figli. E che tipo di ambiente elettronico erediteranno da noi.

Bisogna essere sinceri. I nostri figli amano i loro smartphone e la rete. Hanno accesso a un sacco di materiale che li interessa. Ed è anche il loro nuovo modo ‘cool’ per restare in contatto con gli altri. Ma la rete non è progettata per loro e bambini sempre più piccoli hanno tra le mani smartphone connessi a Internet. La tecnologia non viene in aiuto dei genitori, che finiscono con l’avere ben poca visibilità su ciò che i loro figli stanno facendo online. Questo porta a un’ampia gamma di problematiche, dalla dipendenza da Internet al cyberbullismo al grooming (adescamento online di minori). La situazione è preoccupante!

Ci sono diversi fattori che contribuiscono a questo grande problema:

  1. I principali dispositivi di connettività del futuro, i palmari, non sono adatti ai bambini. Stanno cominciando ad apparire funzionalità rudimentali per aiutare a proteggere i bambini, ma il loro sviluppo è ancora troppo lento.
  2. I social media ignorano i bisogni di genitori e bambini. La maggior parte dei servizi offre solo una singola user experience, sia per per gli adulti che per i bambini, e non riconoscono la relazione genitore-figlio.
  3. Legislazioni e autorità di controllo sono nazionali, mentre Internet è globale. Non otterremo molto senza un quadro armonizzato a livello globale a cui debbano aderire sia i produttori di dispositivi che i fornitori di servizi.

Osseviamo più da vicino queste tre problematiche.

I dispositivi mobili basati su iOS e Android hanno fatto passi avanti significativi nella sicurezza rispetto ai nostri computer desktop. Il modello sandbox per la gestione della sicurezza nelle applicazioni, in cui le applicazioni hanno solo limitati permessi nel sistema, è ottimo per tenere a bada il malware. Il rovescio della medaglia è che non puoi creare prodotti anti-malware tradizionali per questi ambienti. Questi prodotti hanno una responsabilità totale per ciò che accade nel sistema e per monitorare le attività a molteplici livelli. Il nuovo modello aiuta a combattare il malware, ma c’è un’ampia gamma di altre minacce e contenuti non adatti che non possono essere combattuti efficacemente.

In F-Secure abbiamo molte tecnologie e conoscenze per poter mantenere i dispositivi al sicuro. E’ però frustrante che non possiamo implementare queste tecnologie in modo efficace nei dispositivi che i nostri bambini amano utilizzare. Possiamo creare ad esempio un browser sicuro che filtra i contenuti indesiderati, ma non possiamo filtrare ciò a cui i bambini accedono attraverso altre applicazioni. E forzare i bambini a usare esclusivamente il nostro browser sicuro richiede una difficile configurazione. I produttori di dispositivi dovrebbero riconoscere la necessità di avere funzioni di Parental Control nei dispositivi mobili. Dovrebbero fornire funzionalità che ci permettono di far sì che i bambini abbiano un’esperienza gestita e sicura per tutte le applicazioni.

La privacy è una questione di fondamentale importanza nei social media. La maggior parte delle piattaforme ha implementato buone funzionalità per permettere agli utenti di gestire la loro privacy. Tutto ciò è grandioso, ma presenta un rovescio della medaglia come il modello app nei sistemi operativi mobili. I bambini possono registrarsi ai social media e godere della stessa protezione della privacy come gli adulti. Questo vale anche contro i loro stessi genitori!

Ciò che serve è un account speciale per i bambini che deve essere legato a uno o più account di adulti. Gli adulti dovrebbero avere qualche livello di visibilità in ciò che il bambino sta facendo. Una completa visibilità non è probabilmente la via giusta per implementare una simile funzione. Ricordiamoci che anche i bambini hanno un certo diritto alla privacy. Un buon punto di partenza potrebbe essere mostrare con chi il bambino sta comunicando e quanto spesso. Ma senza mostrare i contenuti dei messaggi. Questo potrebbe già permettere ai genitori di individuare episodi di cyberbullismo e grooming nelle fasi iniziali.

Ma se i bambini si registrano come adulti usando un anno di nascita falso? Non c’è attualmente una soluzione valida per fermarli se non implementare forti controlli di identità per i nuovi utenti. E questo non è fattibile. Il controllo del dispositivo potrebbe essere la risposta. Se i genitori possono bloccare gli account social media usati sul dispositivo, allora potrebbero allo stesso tempo assicurarsi che il bambino stia usando realmente un account da bambino che è connesso a quello del genitore.

Le idee suggerite qui rappresentano tutte quante dei cambiamenti significativi. I produttori di dispositivi e le social media company possono avere poche motivazioni per portarle avanti poiché non sono collegate ai loro modelli di business. Per questo è molto importante che ci sia una forza trainante esterna e centralizzata. Le autorità. E che questa forza sia globalmente armonizzata. E’ qui che la cosa diventa davvero sfidante. Molti dei problemi con cui dobbiamo fare i conti su Internet oggi sono in qualche modo collegati alla mancanza di armonizzazione globale. Quest’ambito di cui stiamo trattando non fa eccezione.

L’unico strumento di cui ci possiamo avvalere oggi è ‘parlare’ con i nostri figli, stabilendo regole chiare e minacciandoli di portare via lo smartphone se non le rispettano. Alcuni problemi però non possono certo essere risolti in questo modo. C’è un rischio effettivo che scenari online distruttivi possano svilupparsi a lungo prima che i genitori se ne accorgano. Quindi, questo status quo non può essere accettabile.

Ci auguriamo anche che i genitori non si facciano spaventare oltremodo finendo col non comprare affatto uno smartphone ai loro figli. Questo sarebbe ancora peggio degli apparenti pericoli derivanti da una rete non controllata. La capacità di usare social media e dispositivi intelligenti sarà uno skill fondamentale nella società futura. I bambini devono poter iniziare precocemente a fare pratica. E i dispositivi mobili stanno anche diventando strumenti che aiutano a fare gruppo. Un bambino senza uno smartphone è ben presto considerato un ‘outsider’. Quindi la strategia del ‘non ti do lo smartphone’ non è più considerabile una vera alternativa.

Sì, è vero, si tratta di un problema epico. E’ chiaro che non si può risolvere in un solo giorno. Ma dobbiamo iniziare a lavorarci prima possibile. Dispositivi mobili e Inetrnet saranno molto importanti nella società di domani, nella società in cui vivranno i nostri figli. A loro dobbiamo fornire una rete che sia più adatta per le esigenze dei piccoli. Non riusciremo ad ottenere questo durante l’infanzia dei nostri bambini. Ma dobbiamo iniziare a lavorare ora per far sì che questo diventi realtà per i nostri nipoti.

 

Articolo tratto da “Kids need better protection – An open letter to developers and decision makers” di Mikael Albrecht, Security Specialist dei Labs di F-Secure.

2 Commenti

Risposta all’articolo di CodeScuola.it

Ai figli occorre spiegare entrambe le cose: sia come si utilizza Internet che ciò che si nasconde dietro. Educarli a un uso consapevole e corretto significa iniziare a porre le basi per aiutarli a difendersi da ciò che si nasconde dietro il web. Perché come in tutte le cose, ci sono aspetti molto positivi ma anche purtroppo aspetti negativi. Sicuramente non serve che i nostri figli siano connessi sempre, ma è indubbio che Internet sia già parte della loro vita (anche a scuola), e lo sarà sempre più nel loro futuro lavorativo.

Samanta

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