L’anonimato non è solo per i criminali

Privacy, Sicurezza

Nel 1853 nel paesaggio urbano inglese apparve una strana nuova invenzione che causò una piccola onda di indignazione morale tra i Vittoriani. Quella che venne percepita come una minaccia per l’ordine sociale non era una nuova droga, né un movimento politico o un romanzo rosa impertinente, ma un’apparente innocua cassetta delle lettere. Il motivo di tanto rumore era la sconcertante possibilità che veniva offerta alle donne di poter inviare lettere senza il consenso dei loro mariti o padri, e anche il fatto che da quel momento inviare lettere anonime poteva essere molto più semplice.

La storia ora ci dice che quei tentativi di voler controllare quella prima forma di comunicazione a lunga distanza erano ridicoli. Tuttavia, una moderna versione di questo dibattito sta verificandosi anche oggi: ci sono alcuni che vorrebbero la crittografia, che le comunicazioni fossero anonime per tutti, e altri che vorrebbero l’esatto contrario. Non c’è tecnologia nuova che non presenti qualche inconveniente, e la crittografia non fa eccezione. Tuttavia, proprio come con la cassetta delle lettere vittoriana, i pro superano di gran lunga i contro.

Ma perché le persone vogliono essere anonime online? Coloro che sono contro la crittografia e altri metodi di anonimato avanzato online spesso riducono la questione a questa frase: “se non hai nulla da nascondere, non ti serve restare anonimo”. Non solo questa asserzione mostra un’incredibile mancanza di prospettiva, ma è anche palesemente falsa. Secondo CBS c’è un crescente desiderio di anonimato online, e ci sono molte ragioni valide e legittime per nascondere le tue tracce online.

Molti di noi semplicemente non si sentono a loro agio con il proprio Internet Service Provider, con il proprio datore di lavoro o persino col governo in quanto questi soggetti possono avere accesso alle informazioni relative alle nostre attività online. Noi tutti abbiamo diritto alla privacy, ma la tecnologia sta facendo crescere la dimensione delle tracce che lasciamo online a tal punto che non possiamo più sapere chi sta monitorando ciò che stiamo facendo online. La legislazione, come la cosiddetta Snoopers Charter, dà ai governi e agli ISP il diritto di monitorare il traffico web di utenti normali nel nome della sicurezza. Questo significa che la responsabilità di proteggere la nostra privacy sta ancor di più nelle nostre mani e servizi VPN come Freedome possono aiutarci in questo.

Per molta gente, si tratta di avere il controllo. Condividiamo aspetti delle nostre vite e della nostra personalità sui social media e su altri siti web, ma la scelta di ciò che condividiamo dovrebbe essere nostra. Questo controllo invece ci viene sottratto dai pubblicitari e dalle aziende che fanno tracciamento, che raccolgono dati su di noi da differenti siti e li mettono insieme per formare dossier elaborati che contengono più informazioni di quelle che vorremmo condividere, come le nostre informazioni sanitarie o altre informazioni sensibili e private. Per molti, essere anonimi online significa poter bloccare questo genere di tracciamento invadente e non si può certo dire che ciò sia sbagliato.

Ci sono poi persone che vogliono l’anonimato perché per loro non si tratta di principio, ma di una questione di vita o di morte. Stiamo parlando di attivisti, giornalisti, e supporter delle opposizioni, che operano sotto regimi oppressivi, o in posti dove i criminali cercano e mettono a tacere chi parla contro di loro. E’ facile per chi sostiene leggi che permettono l’intrusione nella privacy dimenticare che i governi che le emanano avranno ulteriori motivi per “cercare i terroristi” o “proteggere la sicurezza nazionale”: queste leggi danno ai governi il potere di controllare ciò che diciamo.  Comunicazioni aperte e libere sono il più grande strumento che le masse hanno a loro disposizione per far sì che chi è al potere mantenga le proprie promesse e responsabilità, e non c’è nulla di aperto e libero in quel genere di sorveglianza di massa che si sta verificando sempre più con modi legali o in altri modi meno leciti.

Perché vuoi essere anonimo online? Ci piacerebbe che ce lo dicessi tramite l’account twitter @FSecure_IT.

 

 

 

Articolo tratto da “Anonymity is not Just for Criminals – 3 legit Reasons to Hide your Tracks Online” di Tuomas Rantalainen, Creative Writer, Freedome Team

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